🎄P/E spiegato sotto l'albero.
“Quanto sto pagando oggi per ogni euro di profitto annuale che questa azienda genera?”
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Ci vediamo il 19 Dicembre.
Caro Fuoriclasse,
continua la nostra nuova serie invernale: “La finanza sotto l’albero”.
Un progetto editoriale pensato per accompagnarti, le domeniche di mesi di Dicembre 25’ e Gennaio 26’, con contenuti leggeri ma solidi.
Con “La finanza sotto l’albero” potrai:
- 🎁 Capire concetti finanziari dei Fuoriclasse spiegati in modo semplice.
- 📈 Approfondire il metodo di investimento basato sulla filosofia del valore.
- 🍾 Tenere un occhio sui mercati anche durante il periodo delle festività, con leggerezza e professionalità.
Oggi approfondiamo un altro concetto fondamentale che ci aiuta nella valutazione di un’azienda… entriamo quindi nella Fabbrica di Babbo Natale.
Cos’è il P/E (Price/Earnings)
Partiamo dal nome:
P/E = Price / Earnings
In italiano: rapporto tra il prezzo di un’azione e l’utile per azione.
Tradotto ancora meglio:
“Quanto sto pagando oggi per ogni euro di profitto annuale che questa azienda genera?”
È uno dei numeri più usati in finanza, perché ti dà subito un’idea di quanto il mercato stia valutando un’azienda rispetto ai suoi utili.
In pratica:
Price = il prezzo di una singola azione (quanto paghi una “fettina” di azienda).
Earnings = l’utile per azione (quanta parte dell’utile totale spetta a quella fettina).
Se un’azione quota 20 € e l’utile per azione è 2 €, il P/E è:
20 / 2 = 10
Significa che stai pagando 10 € di prezzo per ogni 1 € di utile annuale generato dall’azienda.
🎅🏻 Babbo Natale, gli elfi e il P/E
Torniamo nella fabbrica di Babbo Natale al Polo Nord.
La fabbrica produce giocattoli e genera un utile annuo di 1.000 €.
Babbo Natale decide di dividere la fabbrica in 100 “quote” (come fossero 100 azioni).
Ogni quota rappresenta un pezzetto di proprietà della fabbrica.
Se l’utile totale è 1.000 €, allora l’utile per quota (utile per azione) è:
1.000 € / 100 quote = 10 € per quota
Ora immagina che il mercato del Polo Nord (elfi risparmiatori, renne investitrici, pinguini speculatori) valuti ogni quota 150 €.
A questo punto, il P/E per una quota della fabbrica di Babbo Natale è:
150 € (prezzo quota) / 10 € (utile per quota) = 15
Cosa significa questo 15?
In modo super semplificato, vuol dire che:
stai pagando 15 € per ogni 1 € di utile annuale,
oppure che, se gli utili restassero identici e fossero tutti tuoi, ci vorrebbero 15 anni per “ripagarti” il prezzo d’acquisto (ovviamente il mondo reale è più complicato, ma l’idea è quella).
Se il mercato, a un certo punto, iniziasse a preoccuparsi perché:
gli elfi stanno scioperando,
le renne richiedono più ferie,
i bambini chiedono meno giocattoli fisici e più videogiochi in cloud,
potrebbe decidere che la fabbrica vale meno.
Se il prezzo di una quota scende a 80 €, con gli utili fermi a 10 € per quota, il nuovo P/E diventa:
80 € / 10 € = 8
Ora paghi 8 € per ogni 1 € di utile: sulla carta sembra più “economica” rispetto a prima.
Ma è davvero un affare… o il prezzo è sceso perché il futuro di Babbo Natale non è più così radioso?
Perché il P/E piace (e quando può ingannare)
Agli investitori, il P/E piace perché:
è immediato: basta conoscere prezzo e utile per azione,
è comparabile: puoi confrontare il P/E di Babbo Natale con quello della concorrenza (ad esempio, la fabbrica di giocattoli di un grande marchio “umano”),
è intuitivo: ti dice, in modo rapido, quanto il mercato è disposto a pagare per ogni euro di profitto.
Però, come sempre in finanza, c’è il rovescio della medaglia.
Un P/E alto può voler dire:
il mercato si aspetta crescita forte degli utili (“Babbo Natale farà sempre più giocattoli ogni anno”),
oppure che il titolo è semplicemente sopravvalutato: tutti sono troppo ottimisti, e stanno pagando caro qualcosa che forse non crescerà così tanto.
Un P/E basso può voler dire:
l’azienda è sottovalutata e nessuno se ne è ancora accorto,
oppure che il mercato vede problemi seri all’orizzonte (debiti, calo di vendite, business vecchio e poco competitivo).
In più:
il P/E guarda agli utili contabili, che possono essere influenzati da regole contabili,
non tiene conto di quanto debito c’è dietro la fabbrica,
non ti dice nulla su quanto cash entra davvero (qui entrano in gioco altri indicatori, come il cash flow).
Insomma, il P/E è un numero utile, ma preso da solo rischia di essere come giudicare la fabbrica di Babbo Natale solo dalla facciata illuminata, senza guardare il retro.
Consiglio da tenere sotto l’albero 🎁
Pensa al P/E così:
È il numero che ti dice quanto stai pagando oggi per ogni euro di utile annuale che l’azienda genera.
Un P/E basso non è automaticamente un affare: potrebbe nascondere problemi seri.
Un P/E alto non è automaticamente una bolla: potrebbe riflettere un’azienda con prospettive di crescita molto forti.
Quando analizzi un’azienda (o valuti un investimento):
usa il P/E per farti una prima idea di quanto il mercato stia pagando quei profitti,
confrontalo con:
aziende simili nello stesso settore,
la storia della stessa azienda (come è cambiato il suo P/E negli anni),
la qualità del business e la crescita degli utili.
Il P/E è un ottimo termometro, ma non è la diagnosi completa: ti dice se qualcosa sembra “caldo” o “freddo”, ma non ti spiega da solo se l’azienda è davvero in salute.
A domenica prossima, con un altro concetto chiave della finanza spiegato sotto l’albero.
Parleremo di Free Cash Flow: i flussi di cassa “veri” che restano in azienda e che possono essere usati per crescere, ripagare debiti o… fare regali agli azionisti.
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