🖥️ Il mercato si è già mosso. Il punto è capire se ce ne siamo accorti.
Quello che sta accadendo oggi nel tech merita di essere preso molto sul serio: si tratta di un opportunità oppure di un richio?
Caro Fuoriclasse,
qualche settimana fa avevamo mostrato un grafico, discusso anche mediante la slide sottostante durante la nostra Diretta live di Febbraio, che, a leggerlo con gli occhi di chi guarda davvero ai mercati, aveva qualcosa di profondamente stonato.
Da una parte c’era il settore tecnologico (linea viola), quello che per definizione il mercato ha sempre trattato come il luogo della crescita, dell’innovazione, della velocità, del futuro. Dall’altra c’erano i consumer staples (linea blu), il settore della stabilità, della difensività, della prevedibilità, dei consumi essenziali. Eppure, in quel momento, le valutazioni (espresse nel grafico dal rapporto Prezzo/utili) ci stavano dicendo una cosa quasi paradossale.
Vedere il settore tecnologico e i consumer staples trattare su livelli valutativi praticamente identici è qualcosa che nella storia dei mercati accade molto raramente. Non è una semplice curiosità statistica: è il segnale di una distorsione, di un momento in cui il mercato finisce per prezzare in modo quasi equivalente due mondi che, per crescita attesa, qualità degli utili e sensibilità al ciclo economico, equivalenti non sono affatto.
Oggi, con qualche settimana in più alle spalle, quella fotografia inizia ad assumere un significato ancora più chiaro.
Perché mentre la narrativa dominante continuava a raccontare un mercato prudente, nervoso, concentrato sui rischi geopolitici, timoroso per il futuro del software e sempre più dubbioso sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale, i prezzi hanno iniziato lentamente a raccontare un’altra storia. Una storia meno rumorosa, meno immediata, ma proprio per questo più interessante.
Da inizio aprile il settore tecnologico ha messo a segno una performance di circa il 12%, mentre i consumer staples sono rimasti sostanzialmente fermi, leggermente negativi. È una differenza che a prima vista potrebbe sembrare solo una normale rotazione settoriale, una delle tante che il mercato produce nel corso dell’anno. Ma a guardarla bene, la questione è più sottile e molto più importante.
Perché qui non si tratta soltanto di chi sta salendo e chi no. Si tratta del fatto che il mercato, senza dirlo apertamente, ha già iniziato a rimettere in ordine una distorsione che si era creata nei mesi precedenti
Per mesi gli investitori hanno guardato al tech con una lente quasi critica. Hanno iniziato a dubitare della qualità dei ritorni sugli investimenti in AI, hanno guardato con sospetto l’esplosione dei capex, hanno temuto che l’intelligenza artificiale, invece di essere solo un acceleratore di valore, potesse trasformarsi anche in una minaccia per alcuni modelli di business esistenti, soprattutto nel software. Nel frattempo, l’attenzione si è spostata verso tutto ciò che appariva più tangibile, più “old economy”, più vicino all’energia, alle infrastrutture, all’industriale. E nelle ultime settimane, naturalmente, il conflitto e il ritorno del rischio geopolitico hanno amplificato ancora di più questo movimento, penalizzando proprio i titoli a duration più lunga, cioè quelli che il mercato associa alla crescita futura.
Il risultato, però, è che mentre la paura aumentava, le valutazioni del settore tecnologico scendevano fino a livelli che, nella loro relazione con la crescita degli utili, oggi appaiono tutt’altro che banali.
Perché mentre la narrativa si è concentrata quasi ossessivamente sui rischi del settore, qualcosa di molto concreto è accaduto sotto la superficie: il tech è diventato più interessante.
Parleremo di questo e molto altro nella prossima Diretta Live di Fuoriclasse.it
🗓️ Martedì 28 Aprile | Ore 12:30
🔴 Diretta Live di Fuoriclasse.it
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Interessante perché, per una volta, il rapporto tra prezzo e crescita ha iniziato davvero a muoversi dalla parte giusta. Interessante perché il mercato ha iniziato a comprimere le valutazioni senza che le prospettive di crescita facessero la stessa fine. Interessante perché il settore che tutti continuano a discutere come se fosse un problema ha ricominciato a comportarsi come se volesse tornare a essere una soluzione.
Ed è proprio qui che, come sempre, inizia il lavoro del desk.
Perché nei mercati la parte difficile non è vedere che un prezzo sale o scende. La parte difficile è capire se dietro quel movimento si stia consumando solo un rimbalzo tecnico o qualcosa di più profondo, qualcosa che ha a che fare con il modo in cui il mercato sta ricostruendo la propria gerarchia di priorità.






