🎄Earning Per Share spiegato sotto l'albero.
Se vuoi sapere “quanto profitto c’è dietro ogni singola azione che compri”, stai cercando proprio l’EPS.
Caro Fuoriclasse,
continua la nostra nuova serie invernale: “La finanza sotto l’albero”.
Un progetto editoriale pensato per accompagnarti, le domeniche di mesi di Dicembre 25’ e Gennaio 26’, con contenuti leggeri ma solidi.
Con “La finanza sotto l’albero” potrai:
- 🎁 Capire concetti finanziari dei Fuoriclasse spiegati in modo semplice.
- 📈 Approfondire il metodo di investimento basato sulla filosofia del valore.
- 🍾 Tenere un occhio sui mercati anche durante il periodo delle festività, con leggerezza e professionalità.
Oggi approfondiamo un altro concetto fondamentale che ci aiuta nella valutazione di un’azienda… entriamo quindi nella Fabbrica di Babbo Natale.
Cos’è l’Earnings Per Share (EPS)
Dopo aver parlato di WACC e Discounted Cash Flow, torniamo a un numero che vedi ovunque nelle analisi e nei bilanci:
EPS = Earnings Per Share
In italiano: utile per azione.
Tradotto in modo ancora più concreto:
È la quota di utile che spetta a ciascuna azione dell’azienda.
Se vuoi sapere “quanto profitto c’è dietro ogni singola azione che compro”, stai cercando proprio l’EPS.
La formula base è:
EPS = Utile netto / Numero di azioni in circolazione
Se un’azienda genera 1.000.000 € di utile e ha 500.000 azioni:
EPS = 1.000.000 / 500.000 = 2 € per azione
Vuol dire che, a livello teorico, ogni azione “porterebbe sulle spalle” 2 € di utile.
🎅🏻 Babbo Natale, gli elfi e l’EPS
Torniamo alla nostra fabbrica di Babbo Natale.
Immagina questo scenario:
La fabbrica chiude l’anno con un utile netto di 100.000 €.
La proprietà è divisa in 1.000 azioni del “Mercato dei Ghiacci”.
La domanda è: “Quanta parte di quell’utile spetta a ogni singola azione?”
Facciamo il conto:
EPS = 100.000 € / 1.000 azioni = 100 € per azione
Questo cosa significa?
Se possiedi 1 azione, la tua “quota ideale” di utile è 100 €.
Se ne possiedi 10, la quota ideale è 1.000 €, e così via.
Attenzione: non è detto che quei 100 € per azione ti vengano distribuiti in tasca (quello riguarda i dividendi).
L’EPS ti dice quanto profitto genera l’azienda per ogni azione, non quanti soldi ti arrivano ogni anno sul conto.
Ora complichiamo un po’ la vita a Babbo Natale.
Per finanziare una nuova linea di produzione di giocattoli tech, decide di emettere altre 1.000 azioni.
Ora le azioni totali sono 2.000, ma l’utile di quest’anno è ancora 100.000 € (i nuovi investimenti produrranno risultati solo più avanti).
Il nuovo EPS diventa:
EPS = 100.000 € / 2.000 azioni = 50 € per azione
L’utile totale non è cambiato, ma il profitto “per azione” si è dimezzato.
È l’effetto diluitivo: più azioni in circolazione, stessa torta → fette più sottili.
Se invece la fabbrica, dopo anni di buoni risultati, usa parte della cassa per riacquistare azioni proprie e portare le azioni da 1.000 a 800, con lo stesso utile di 100.000 €:
EPS = 100.000 € / 800 = 125 € per azione
La torta è uguale, ma ci sono meno fette: ogni azione “pesa” su più utile.
Perché l’EPS piace (e perché da solo non basta)
L’EPS piace molto agli investitori perché:
è un numero immediato: ti dice quanto utile genera ogni azione,
è la base di tanti altri indicatori, come il P/E (Price/Earnings),
ti aiuta a vedere se l’azienda, nel tempo, cresce davvero “per azione” o solo “sulla carta”.
Però, come sempre, c’è il lato B.
1. L’EPS può crescere senza che il business migliori davvero
Se Babbo Natale usa montagne di cassa per riacquistare azioni proprie, l’EPS può salire:
anche se i ricavi non crescono,
anche se il Free Cash Flow non migliora,
anche se il business non diventa più solido.
In altre parole: EPS in crescita ≠ automaticamente azienda migliore.
2. Dipende dalle regole contabili
L’utile netto è influenzato da:
ammortamenti,
svalutazioni,
effetti fiscali,
voci straordinarie.
Tutte cose che possono far “ballare” l’EPS in un anno, senza riflettere il vero potenziale di lungo periodo della fabbrica di Babbo Natale.
3. Può nascondere la diluizione
Se un’azienda emette spesso nuove azioni (ad esempio per pagare manager e dipendenti con stock option):
l’utile totale può anche salire,
ma l’EPS restare fermo o crescere poco,
perché il numero di azioni aumenta.
Guardare solo l’utile complessivo e ignorare l’EPS può farti perdere questo pezzo di storia.
Consiglio da tenere sotto l’albero 🎁
Pensa all’Earnings Per Share così:
È il termometro dell’utile “per fetta” di azienda. Ogni azione è una fetta di fabbrica, l’EPS ti dice quanto profitto spetta a quella fetta.
Quando analizzi un’azienda:
guarda se l’EPS cresce nel tempo in modo coerente,
chiediti come cresce:
grazie a un vero miglioramento del business (più ricavi, margini migliori, buon uso del capitale),
o solo grazie a riacquisti di azioni o giochi contabili?
collega sempre l’EPS ad altri numeri:
al P/E, per capire quanto paghi ogni euro di utile per azione,
al Free Cash Flow, per vedere se quell’utile si traduce in cash,
al debito, per capire se l’azienda ha fondamenta solide o è in equilibrio precario.
Un EPS sano e in crescita, sostenuto da un buon business e da scelte finanziarie sensate, è un ottimo segnale.
Un EPS che sale solo perché Babbo Natale ritira azioni mentre la fabbrica arranca… è un segnale da leggere con molta più prudenza.
A domenica prossima, con un altro concetto chiave della finanza spiegato sotto l’albero.
Parleremo di ROCE (Return on Capital Employed): quanto rende davvero il capitale investito nella fabbrica, cioè quanto è bravo Babbo Natale a trasformare il capitale in risultati operativi.
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