🖥️ Bolle di mercato: cosa fa davvero un investitore (in 4 punti).
Chi avesse venduto tutto il giorno in cui il più grande esperto di bolle al mondo dichiarava la bolla, avrebbe rinunciato a cinque anni di rendimenti intorno al 15% annuo.
Caro Fuoriclasse,
la Mail della Domenica nasce con un obiettivo preciso: portarti dentro il processo decisionale, come se per qualche minuto ti sedessi al nostro desk.
Nel gennaio del 2021, Jeremy Grantham — probabilmente il più autorevole studioso di bolle finanziarie vivente, uno che quelle del 2000 e del 2008 le aveva viste arrivare — scrisse parole che gelavano il sangue. Definì il mercato “una bolla speculativa di proporzioni epiche”, al pari di quelle del 1929 e del 2000. Disse che sarebbe passata alla storia. Che per la maggior parte degli investitori sarebbe stato “l’evento più importante della loro vita”. Un avvertimento solenne, dettagliato, autorevole.
Aveva probabilmente ragione sulla diagnosi. Ma ecco cosa è successo da quel gennaio 2021: l’S&P 500 è salito di circa il 90%. Il Nasdaq è raddoppiato. Chi avesse venduto tutto il giorno in cui il più grande esperto di bolle al mondo dichiarava la bolla, avrebbe rinunciato a cinque anni di rendimenti intorno al 15% annuo, ed il più grande esperto in bolle chiama ancora oggi l`arrivo di una bolla. Badate bene, prima o poi una bolla arriverà davvero ma come disse Peter Lynch nel 1995 “Molti più soldi sono stati persi dagli investitori nel prepararsi ai crolli di mercato, o nel cercare di anticiparli, di quanti ne siano stati persi nei crolli stessi.”
Fermati su questo, perché è uno dei paradossi più istruttivi di tutta la finanza. Non stiamo dicendo che Grantham avesse torto — forse la bolla è semplicemente diventata più grande. Stiamo dicendo una cosa più scomoda e più utile: riconoscere una bolla e sapere cosa farne sono due problemi completamente diversi. E il secondo è molto più difficile ed utile del primo.
Tutti sanno quando siamo in una crisi. Nessuno sa mai davvero quando siamo in una bolla — e ancora meno quando finirà. Chi ti promette entrambe le cose ti sta vendendo qualcosa.
Il problema facile e il problema difficile.
C’è una frase che riassume tutto: “tutti sanno quando siamo in una crisi, ma nessuno sa mai veramente quando siamo in una bolla.” E anche ammesso di saperlo, resta il problema vero — quello che tiene svegli i gestori e gli investitori la notte: una bolla può gonfiarsi molto più a lungo, e molto più in alto, di quanto qualsiasi logica suggerisca. Il mercato, diceva Keynes, può restare irrazionale più a lungo di quanto tu possa restare solvibile.
Ecco perché la domanda che conta non è “siamo in una bolla?”. Su quella possiamo discutere all’infinito e non arrivare a nulla di operativo. La domanda che conta è: ammesso che lo siamo, cosa può fare concretamente un investitore? E qui, per fortuna, le opzioni sono un numero finito. Sono quattro. Vale la pena guardarle una per una, con onestà, senza far finta che ne esista una perfetta.
Strada 1: cavalcare l’onda.
La prima strada è puntare tutto. George Soros la sintetizzò così: “Quando vedo formarsi una bolla, mi precipito a comprare, aggiungendo benzina sul fuoco.” L’idea è semplice: le bolle sono il momento in cui si fanno le fortune più rapide, quindi tanto vale partecipare finché dura.
Il problema è che questa è una strategia che funziona a meraviglia finché non smette di funzionare. E quando smette, lo fa di colpo, senza preavviso, e fa molto male. Per cavalcare una bolla come Soros non basta il coraggio di entrare — serve, soprattutto, una strategia di uscita definita in anticipo. E poiché nessuno sa quando la musica si fermerà, quella strategia di uscita è quasi impossibile da rispettare quando il momento arriva. Per la stragrande maggioranza degli investitori, “puntare tutto” è un altro nome per “sperare di essere fortunati”, praticamente è come andare al casinò.
Strada 2: coprirsi e uscire.
La seconda strada è l’opposto: se sei convinto che sia una bolla, esci. Vai in liquidità, compra obbligazioni, proteggiti. Sembra la mossa più prudente, e in teoria lo è.
In pratica, è forse la più difficile di tutte — e il caso Grantham lo dimostra. Chi è uscito nel 2021 aveva ragione sulla diagnosi e ha perso cinque anni di rialzi sbagliando completamente il timing. Uscire da una bolla significa combattere ogni giorno contro la FOMO, la paura di perdersi il rialzo, mentre intorno a te tutti sembrano arricchirsi. Significa non avere modo di sapere se hai sbagliato o se devi solo aspettare ancora. È una pressione psicologica che pochissimi reggono a lungo — e che spesso porta a rientrare nel momento peggiore, proprio quando la frustrazione diventa insopportabile. Quello è spesso il momento dove il mercato si trova sui massimi, ed il rischio di subire la correzione del mercato senza avere partecipato a tutto il rialzo è molto concreto.
Strada 3: diversificare.
La terza strada è la più sottovalutata, e a nostro avviso la più intelligente per l’investitore normale. Puoi essere anche certo al 100% che sia una bolla — e comunque non sei obbligato a scegliere tra “tutto dentro” e “tutto fuori”. Puoi semplicemente non concentrare tutto nell’epicentro della bolla.
La storia offre un precedente potentissimo. Quando scoppiò la bolla delle dot-com, il Nasdaq crollò e l’S&P 500 attraversò un “decennio perduto”. Ma non tutto crollò. Le small cap, i titoli value, le obbligazioni — le stesse aree che durante la corsa tecnologica erano rimaste indietro e sembravano noiose — sovraperformarono in modo netto proprio negli anni successivi allo scoppio. Chi era diversificato non evitò del tutto il colpo, ma attraversò quel decennio con risultati dignitosi mentre chi era concentrato sul Nasdaq aspettava anni solo per tornare in pari.
Oggi la situazione ha un’eco familiare: i rendimenti sono concentrati in pochi giganti tecnologici, mentre interi settori, stili e aree geografiche trattano a valutazioni molto più ragionevoli. La diversificazione è difficile proprio quando serve di più — perché mentre la concentrazione premia, diversificare sembra un errore che ti fa “perdere” rendimento. Ma è esattamente questo il suo valore: è una polizza che sembra inutile finché non scatta il sinistro.
Diversificare, in piena bolla, sembra sempre l’errore di chi non ha capito. Poi la bolla scoppia, e diventa l’unica cosa che aveva senso fin dall’inizio.
Strada 4: non fare nulla.
La quarta strada sembra la più banale, e invece è quella che richiede più carattere. Non fare nulla. Se hai un piano di investimento costruito sul tuo orizzonte temporale e sulla tua reale tolleranza al rischio, la cosa migliore potrebbe essere semplicemente rispettarlo — continuare a versare, ribilanciare quando serve, e lasciare che il tempo faccia il suo mestiere.
“Non fare nulla” è semplice, ma non è affatto facile. Richiede di sopportare i ribassi senza reagire, di ignorare la FOMO nei momenti di euforia, di non toccare il portafoglio proprio quando ogni istinto ti spinge a farlo. È la disciplina di chi ha deciso prima — quando era lucido — cosa fare, e si rifiuta di ridecidere ogni mattina in base all’umore del mercato. Per un investitore con un piano solido e un orizzonte lungo, spesso è davvero la scelta migliore. Ma “semplice” e “facile” sono due parole molto diverse.
La vera domanda: quale scelta ti farà rimpiangere di meno?
Se hai notato, nessuna delle quattro strade è perfetta. Ognuna comporta una rinuncia. E questo ci porta al criterio che, in tanti anni al desk, abbiamo trovato più utile di qualsiasi previsione: quando non puoi conoscere il futuro, non chiederti “cosa succederà?”. Chiediti “quale scelta mi farà rimpiangere di meno, qualunque cosa succeda?”.
Sono due i rimpianti possibili, e sono opposti. Il primo: restare troppo esposto, la bolla scoppia, e subisci una perdita che ferisce per anni. Il secondo: uscire o alleggerire troppo, la bolla continua a gonfiarsi, e resti a guardare gli altri guadagnare mentre tu sei fermo. Non puoi eliminarli entrambi. Puoi solo scegliere quale dei due saresti più in grado di sopportare — e costruire il portafoglio di conseguenza. La correzione di questi giorni sui semiconduttori ti dice niente? Se la preoccupazione del mercato che corregge non ci fa dormire di notte probabilmente già questo è un segno di quello che davvero per noi significhi “il minor rimpianto”.
È per questo che, per la maggior parte delle persone, la combinazione tra la terza e la quarta strada — diversificare e poi attenersi al piano — tende a essere la più saggia. Non perché massimizzi il rendimento nello scenario migliore, ma perché minimizza il rimpianto in tutti gli scenari. Ti tiene dentro il mercato abbastanza da partecipare se l’onda continua, e abbastanza protetto da non essere devastato se l’onda si ritira. Non è la strategia dell’eroe. È la strategia di chi vuole esserci ancora, con il suo capitale, qualunque cosa accada.
Perché la lezione di Grantham non è che aveva torto. È che perfino il più grande esperto di bolle del mondo non poteva sapere quando. E se non poteva lui, non possiamo noi, e non può chiunque prometta di dirtelo. L’investitore di successo, alla fine, non è quello che prevede meglio le svolte del ciclo. È quello che costruisce un portafoglio su se stesso, capace di sopravvivere al fatto che quelle svolte non si possono prevedere.
La domanda giusta non è “la bolla scoppierà?”. È: “il mio portafoglio è costruito in modo da stare bene sia se scoppia, sia se continua a gonfiarsi ancora per anni?”. Se la risposta è sì, hai già smesso di aver bisogno di prevedere.
Buona Domenica.
Il Team dei Fuoriclasse.
Entra nella Community di Fuoriclasse per investire come un professionista del settore.
Cosa comprende l’ABBONAMENTO MENSILE:
(5 Euro al mese)*
Tutto quanto riportato nell’ABBONAMENTO GRATUITO
In aggiunta:
Ricevi 3 e-mail Settimanali Complete con le analisi dei titoli azionari, gli alert, le informazioni di valore e le tesi d’investimento.
Accesso completo a tutte le informazioni, le analisi dei singoli titoli, gli alert, le informazioni di valore e le tesi d’investimento presenti nell’archivio “Newsletter” di Fuoriclasse dedicata.
Cosa comprende l’ABBONAMENTO ANNUALE:
(1200 Euro all’anno)*
Tutto quanto riportato nell’ABBONAMENTO MENSILE
In aggiunta:
👔 Accesso Esclusivo al Portafoglio Fuoriclasse
📃 Analisi complete di tutti i titoli all’interno del portafoglio Fuoriclasse
🖥️ “Meet The Great” - Incontro trimestrale con i Gestori.
*Puoi disdire ognuno di questi 3 abbonamenti in qualsiasi momento.






