🏃Mentre tutti fuggono dal SaaS, un'occasione si potrebbe nascondere in piena vista.
E se una delle aziende più solide della cybersecurity fosse oggi penalizzata in modo eccessivo solo perché viene percepita come “software"?
Caro Fuoriclasse,
Nelle ultime due settimane il mercato ha messo tutte le società software nello stesso calderone.
Il timore è chiaro: l’intelligenza artificiale potrebbe abbassare le barriere all’ingresso, comprimere i prezzi e rendere meno difendibili molti modelli di business.
Il risultato è stato un forte ridimensionamento delle valutazioni, spesso senza troppe distinzioni.
In questo contesto, però, non tutto il “software” è uguale.
Esistono aziende che vengono etichettate come SaaS ma che, nei fatti, operano in un ambito molto più vicino all’infrastruttura critica che al software discrezionale.
Sono società che proteggono reti, dati e sistemi aziendali: una spesa che difficilmente può essere tagliata, soprattutto in un mondo sempre più digitale e guidato dall’AI.
Il paradosso è che proprio queste realtà stanno soffrendo insieme al resto del comparto, più per narrativa che per fondamentali.
Quando il mercato vende “la categoria”, anche i leader finiscono nel frullatore.
L’analisi che segue parte da una domanda semplice ma cruciale: e se una delle aziende più solide della cybersecurity fosse oggi penalizzata in modo eccessivo solo perché viene percepita come “software”?



