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🏢 Il mercato l'ha dimenticata. L'AI non può farne a meno.

Quando il mercato vende per categoria, nascono le occasioni per chi ragiona per qualità.

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Fuoriclasse
feb 19, 2026
∙ A pagamento
Autori: Stefano Reali (Portfolio Manager - Pharus Asset Management S.A.), Riccardo Morini (Stock Analyst - Pharus Asset Management S.A.), Michele Anelli (Portfolio Manager - Pharus Asset Management S.A.), Andrea Guitta (Portfolio Manager - Pharus Management Lux S.A. - Milan Branch), William Trevisan (Portfolio Manager - Pharus Management Lux S.A. - Milan Branch) | Persona Giuridica: Pharus Management Lux S.A. Sede di Milano | Autorità Competente: Banca D’Italia, CSSF | Raccomandazione Ultimata: 17.02.2026 ore 18:15| Prima diffusione della raccomandazione: 18.02.2026 ore 06:30 | Data e ora Prezzi: 17.02.2026 ore 16:30 | Informazioni secondo il Regolamento Delegato (UE) 2016/958 “Raccomandazione in materia di investimenti” sono a questo link.

Caro Fuoriclasse,

negli ultimi giorni il mercato ha fatto quello che sa fare meglio quando è nervoso: ha semplificato.

Ha preso aziende diverse, storie diverse, qualità diverse… e le ha messe nello stesso scatolone con un’etichetta sola. È un meccanismo quasi automatico: quando cambia la temperatura emotiva, non si ragiona per dettagli, si ragiona per categorie. E quando succede, la cosa più difficile non è “capire” cosa sta accadendo — quello lo si vede dai grafici — ma resistere all’impulso di reagire.

Perché il punto non è la volatilità. Il punto è cosa ti fa fare.

In queste fasi i mercati tendono a punire anche ciò che, sotto la superficie, continua a funzionare bene. Non per un problema reale nel business, ma perché il prezzo era diventato un referendum su aspettative troppo alte, o perché la narrativa del momento ha bisogno di un colpevole semplice.

E allora si vende il “settore”, si vende il “tema”, si vende la “parola chiave”.

Questa settimana guardiamo un caso emblematico: un’azienda che non fa rumore, che non è quasi mai in prima pagina, e che proprio per questo viene spesso sottovalutata. Eppure è seduta in un punto obbligato della catena del valore: se lì qualcosa si blocca, a cascata si ferma tutto il resto. È uno di quei business che non li noti finché non ti rendi conto che senza non si può andare avanti.

Ed è anche uno di quei casi in cui la disciplina conta più dell’opinione. Perché quando il mercato “fa di tutta l’erba un fascio”, la tentazione è seguire l’onda. Ma spesso è proprio lì che si crea il divario tra chi reagisce e chi ragiona.

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